Pedagogia Interculturale

La pedagogia interculturale ha come oggetto di studio la relazione con l’Altro nella dimensione umana, psichica, sociale e culturale. Offre strategie per favorire lo sviluppo di relazioni positive con chi è diverso da sé.

Fare intercultura significa mettere al centro delle attività educative la relazione tra soggetti diversi per cultura, per provenienza geografica, per abitudini alimentari, per sesso o orientamento sessuale, per fede religiosa o politica. Si tratta di un lavoro molto concreto seppur delicato, alla cui base è un ascolto attivo, sincero e pieno del mondo di cui ciascuno è portatore, al fine di valorizzare la personalità e arricchire lo sviluppo integrale della persona.

In ambito scolastico fare intercultura significa rivisitare le diverse discipline e animare la didattica in un’ottica di dialogo tra culture, prospettiva che non comporta rinunciare alla cultura propria: anzi le dimensioni rispettose del confronto e dello scambio conducono ad una maggiore conoscenza delle proprie radici e della comunità di cui si è parte; così come favoriscono la conquista di una maggiore consapevolezza di Sé e dell’Altro,  contribuendo allo sviluppo di una cultura di pace, preziosa per la formazione del cittadino di domani.

 

In che cosa consiste un intervento educativo a carattere interculturale?

La proposta educativa di Luisa Fressoia offre la possibilità di sperimentare a scuola la dimensione dell’incontro tra bambini che esprimono vissuti e caratteristiche culturali diverse, quindi l’incontro con gli aspetti che costituiscono la cultura propria e altrui: cibi, fiabe e leggende, quadri di civiltà, forme d’arte, giochi.

La dimensione di incontro coinvolge inoltre differenti generazioni, generi o professioni di fede.

Il metodo privilegiato in tali percorsi educativi è improntato al dialogo e alla reciprocità, al riconoscimentoe alla valorizzazione di ciò che ci accomuna piuttosto di ciò che ci divide.

L’utilizzo di materiali didattici mirati (vedi Biblioteca interculturale) facilita il confronto fra le differenze personali e i modelli culturali presenti nella vita complessa delle nostre città, potenzia le capacità cognitive e socio – affettive, la curiosità e la creatività di bambini e adulti, di insegnanti e genitori.